lavori testata

A16

A16 thumbpdfScarica la scheda

Il progetto riguarda un intervento di sostituzione delle barriere, previsto sullo spartitraffico dell’autostrada A16 Napoli – Canosa dal Km 50+000 al Km 128+000, per una lunghezza totale di nastro di 78 km.

La Società Autostrade per l’Italia, tenendo conto del D.M. LL.PP. n°223. del 18/02/92 e successive modifiche ed integrazioni, contenente “Istruzioni tecniche per la progettazione, l’omologazione e l’impiego delle barriere stradali di sicurezza”, ha ritenuto opportuna la sostituzione degli attuali impianti di sicurezza con nuove barriere che, essendo idonee (secondo quanto riportato nei rispettivi certificati di omologazione e rapporti di crash-test) ad assorbire parte dell’energia di cui è stato dotato il veicolo in movimento, migliorano le possibilità di contenimento dei veicoli in svio limitando gli effetti d’urto sui passeggeri e sui terzi eventualmente presenti.

La riqualificazione consiste nella rimozione delle barriere esistenti e nella fornitura e posa in opera di barriere si sicurezza delle seguenti tipologie:

- Barriera monofilare per spartitraffico in cls a profilo New jersey di classe H4;

Trattasi di barriere testate ai sensi del DM 2367 del 2004 ed installabili ai sensi della nota esplicativa del ministero dei trasporti del 15/11/2007 prot. N° 000104862/RU/U.

L’autostrada oggetto dell’intervento collega l’autostrada A1 all’altezza di Napoli con l’autostrada A14 nei pressi della stazione di Canosa, attraversando trasversalmente l’Appennino campano.

Il suo tracciato è di pertinenza del 6° tronco fino al km 128 e dell’8° tronco fino all’innesto con la A14 (Km 172 circa). Si tratta di un tracciato che alterna una prima parte che si inerpica sull’Appennino irpino, sfiorando, nei punti di valico, i 700 m di altitudine, per poi ridiscendere nel tratto finale verso le pianure pugliesi.

Il precedente impianto delle barriere di sicurezza è composto da una barriera metallica monofilare a doppia onda con i paletti infissi nel terreno , nei tratti in rettilineo e nella cunetta in cls per la raccolta delle acque, nei tratti in curva. Sia in curva che in rettilineo possono essere presenti delle “fioriere” circolari in cls infisse nel terreno, le quali talvolta ospitano delle essenze arbustive. L’andamento plano altimetrico del tratto in esame è caratterizzato da consistenti variazioni di quota dato che l’autostrada attraversa, in questo lotto, zone di territorio montuose.

I tratti in curva sono caratterizzati da sensibili variazioni relative di quota fra i due cigli del pavimentato in virtù dell’andamento tortuoso dell’intero tratto. Nello spartitraffico in curva è presente un fosso rivestito in cls che raccoglie l’acqua e la convoglia nei pozzetti di raccolta posti ad un interasse di circa 25 m l’uno dall’altro. Alla sommità del pozzetto si trova una griglia di metallo spesso in pessimo stato di conservazione. Oltre alla cartellonistica ettometrica e chilometrica, in spartitraffico incontriamo vari portali a cavalletto di segnaletica fissa, sostituiti con portali a sbalzo (lavorazione non oggetto del presente appalto), e tre PMV a cavalletto che non vengono modificati.

Il progetto prevede l’adeguamento del precedente sistema di barriere di sicurezza mediante l’installazione di barriere in cls monofilare a profilo new jersey. La barriera in oggetto è costituita da elementi di lunghezza di circa 6 m che devono essere appoggiati su una superficie piana ed in grado di sostenere il peso degli elementi, che vengono posati in fila e uniti successivamente con i collegamenti prescritti nei disegni di montaggio. La base di appoggio è larga circa 63 cm.

Risulta quindi necessario intervenire sullo spartitraffico per adeguarne la sede e renderla idonea al montaggio del dispositivo descritto. Gli interventi successivi alla rimozione della barriera attuale sono diversi tra rettilineo e curva.

Nei tratti in rettilineo l’intervento consiste nello scavo per la larghezza dello spartitraffico e per la profondità media di 15 cm e il successivo riempimento del cavo risultante mediante il getto di cls armato con rete elettrosaldata fino al raggiungimento della quota pavimentato.

L’intervento in curva risulta più complesso a causa della presenza del sistema di raccolta delle acque di piattaforma che va mantenuto e che è costituito sostanzialmente da un fosso rivestito in cls che si trova all’incirca sull’asse centrale della sede autostradale, quindi proprio dove andrebbe posato il nuovo new jersey.

Il fosso unisce i pozzetti di raccolta delle acque posti mediamente ogni 25 m.

Ogni curva è stata classificata in base all’entità del dislivello massimo tra il ciglio più alto ed il fondo del fosso precedente in quel punto. Questa grandezza determina l’altezza del manufatto prefabbricato che viene posto in luogo del fosso esistente e che è uguale per tutta la curva in esame.

Quindi si esegue uno scavo costante rispetto al ciglio più alto della curva, un primo getto di cls di circa 10 cm di spessore, la successiva posa del manufatto prefabbricato ad “U” rovescia e il rinfianco finale fino al raggiungimento dei cigli autostradali.

Sono state individuate tre dimensioni del manufatto prefabbricato con le quali è stato possibile coprire tutte le casistiche incontrate. Il cantiere occupa lo spartitraffico e le due corsie di sorpasso ed è protetto da un lato dai new jersey poggiati a terra provvisoriamente poi spostati nella sede definitiva e dall’altro dalla segnaletica prescritta.